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Le ragioni storiche

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L’ISTITUTO NGAK MANG

 

Le ragioni storiche.

 

Fra le antiche religioni del Tibet si distinguono due tipi principali di dottrine storiche: una è la  tradizione monastica relativa a monaci e monache e al loro stile di vita monastico, e quella dei Ngakpas, o praticanti laici che vivono in villaggi e hanno, quindi, vita sociale familiare. Per questa ragione si assume che vi siano due tipi di tibetani praticanti: gli uni con la veste monacale e gli altri  “quelli che hanno lunghi capelli e bianche vesti”.

 

Attraverso la millenaria storia del Tibet, molti Ngakpa vissero fra la gente comune e diedero grande contributo alla cultura e all’educazione tibetane. Per esempio, il fondatore della medicina tibetana, Yuthok Yonten Gonpo, era un Ngakpa, e i suoi insegnamenti sono considerati fra i più elevati trattati di medicina e astrologia della tradizione medica antica. Ancora, il fondatore della famosa tradizione Kagyu, Lotsava (traduttore) Marpa e il maestro del grande yogi Milarepa erano ugualmente Nagkpa. I loro insegnamenti sono considerati dai maggiori lignaggi di buddismo tibetano. Il fondatore della tradizione Sakya, Khon Konchok Gyalpa,  appartenne all’ordine dei Ngakpa. Un largo contributo fu dato anche dalle donne tibetane molte di loro erano Ngakmo/a, il femminile di Ngakpa: le Dakini Yeshe Tsogyal, Machig Labdron, Shugsib Jetsun, furono fra le più grandi sostenitrici della cultura tibetana per come la conosciamo oggi.

 

La tradizione Ngakpa, attraverso i secoli, ebbe modo di espandersi a livello geografico. Nell'ottavo secolo in UTsang c’erano 30 Sheltrag Ngakpa famosi, 80 Tragyerpa Ngakpa ed anche la maggior parte dei 25 discepoli di Padmasambava erano Ngakpa. In Tibet Centrale in UTsang, in Kham ed in Amdo la tradizione di Ngakpa tutt’oggi sopravvive.

 

Fin dal sedicesimo secolo i Ngakpa vissero nella regione di Rebkong, un luogo famoso connesso alla storia del Tibet. A seconda della regione in cui si insediarono i gruppi di Ngakpa acquisirono denominazioni varie, per esempio  “Rebkong Ngak-Mang” (dell’area di Rebkong) con 1900 praticanti di Vajrayana e Dzogchen, nel Gartse con 80 praticanti e, ancora, i Ngakpa denominati dell’Hortsang Ngak Mang (della relativa regione dell’Hortsang) contano un discreto numero. Il termine Ngakpa non è semplicemente un nome distintivo di una tradizione, molti di essi hanno effettivamente mostrato le loro capacità dimostrandosi di essere persone estremamente colte e, in quanto praticanti spirituali, hanno raggiunto la realizzazione.

 

Dopo la rivoluzione culturale cinese, lo stato moderno creò non poche difficoltà alla crescita e alla sussistenza stessa della cultura tibetana, e danneggiando estesamente la tradizione Ngakpa. Durante gli ultimi vent’anni, alcuni vecchi Nagkpa e alcuni membri del governo di villaggi e distretti, hanno cominciato l’opera di ricostruzione dei templi Ngakpa e il recupero del patrimonio culturale cercando di salvare le vecchie tradizioni.

Oggi i tibetani hanno riacquisito l’antico desiderio di studiare per diventare dei Ngakpa. L'esistenza del Ngakpa è vista come estremamente importante per ognuno, grazie anche al fatto che il Ngakpa è sempre bendisposto e gentile ad aiutare il prossimo attraverso la propria attività quotidiana.

E’ usanza che la gente comune venga in contatto con i Nagkpa, anche in frangenti per i quali viene consigliato di andare in una casa Ngakpa ove si svolgano vari rituali. Fra le attività dei Ngakpa vi sono inclusi i consigli medici, dare suggerimenti astrologici, fare le divinazioni o controllare il tempo meteorologico e altri rituali tantrici.

La maggior parte dei Ngakpa sono sempre pronti ad accogliere le richieste della gente.

Per i “praticanti dalle vesti bianche” o Ngakpa, ansiosi di studiare la tradizione e la pratica spirituale esistono degli ostacoli: non è possibile per un Ngakpa vivere in un monastero come richiesto invece per quanti si prefiggano di intraprendere un’educazione che li porterà a diventare monaci o monache completamente ordinati; questo perché, in quanto studenti della cultura spirituale tradizionale, l'importanza della pratica si fonda sulla sperimentazione e superamento delle condizioni di sofferenza che appartengono all’essere umano, rimanendo in diretto contatto con la vita sociale laica, comune e quotidiana compresa la vita di famiglia.

 

Ne consegue che, l’unicità della conoscenza e consapevolezza Ngakpa ottenuta da questa pratica, debba venir salvaguardata e mantenuta dai Ngakpa permettendogli di vivere in laicità e in villaggi, così che possano beneficiare il prossimo dei loro servigi cosa che, diversamente, in monastero non potrebbe avvenire. Si aggiunga che, se alle donne e uomini laici viene garantita la possibilità di studiare la loro propria tradizionale cultura antica, ciò comporterà la possibilità tramite l’addestramento pratico in aree come medicina, arte, e spiritualità l'offrire una base fondamentale di salute e felicità, che presuppongono al benessere sociale e culturale. Il mantenimento e lo sviluppo della cultura tibetana a livello locale, preserverà la conoscenza esistente e avrà lo scopo, non secondario, di favorire anche molte generazioni future. Lo sviluppo di una nazione con le sue tradizioni spirituali e culturali è correlato al benessere dell’umanità globale.

 

Comunque, a causa delle attuali condizioni precarie di sostentamento, della mancanza di risorse, la perdita di testi, la mancanza di una biblioteca e di corsi e luoghi appropriati in cui studiare, il livello di conoscenza e la cultura dei Ngakpa è piuttosto bassa.

 

Basandosi sulle premesse sopra esposte, nell’agosto del 2000, i fratelli Chenagtsang decisero di dar vita al Ngak Mang Institute, che appoggia molti Ngakpa, e per far ciò ottennero il beneplacido del Consiglio Buddhista nella provincia cinese del Qinghai.